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Riflessioni giuridiche e politiche
Falsa identità sul web
post pubblicato in Diritto, il 4 marzo 2009


 
Chi usa una falsa identità sul web commette il reato di cui all’articolo 494 c.p. “Sostituzione di persona” che punisce “chiunque attribuisce a sé o ad altri un falso nome o un falso stato al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno”.
“L'art. 494 c.p. ha come suo oggetto di tutela penale la pubblica fede la quale ben può essere insidiata da parte di inganni che siano relativi all'identità, agli attributi sociali o alla mera essenza di una persona. Tali inganni sono in grado di sorprendere la pubblica fede piuttosto che la sola fede privata in quanto potenzialmente capaci di superare la cerchia ristretta di un determinato destinatario” (Cass. pen., Sez. V, 08/11/2007, n.46674).
- Per nome si intende l’identità della persona quale: nome – cognome- data e luogo di nascita- professione;
- Per stato si intende : l’avere raggiunto o meno la maggiore età- cittadinanza- libero – coniugato;
- Per Fede pubblica si intendono gli inganni propinati ad un numero indefinito di persone
Il reato in esame si perfeziona qualora si inducono in errore gli utenti, i quali credendo di interloquire con una persona in realtà interloquiscono con un’altra al solo fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, configurandosi in questo modo una falsa rappresentazione della realtà: si pensi agli acquisti fatti su internet in cui si crede di contrattare con Tizio che in realtà è Caio utilizzando un altrui identità o un nome di fantasia.
Rosa Valenti

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permalink | inviato da rosa valenti il 4/3/2009 alle 15:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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