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Riflessioni giuridiche e politiche
Basta ai finanziamenti erogati dallo Stato. Basta sprechi. E' ora di finirla
post pubblicato in Diario, il 26 marzo 2012


Come è noto i partiti politici per svolgere la loro attività necessitano di una disponibilità economica atta a ricoprire varie spese: elettorali, organizzazione, propaganda, etc. Sulla base delle vicende giudiziarie relative al finanziamento illecito dei partiti, il referendum del 18 aprile 1993 abrogò la L.195/74 (nota come legge Piccoli), che prevedeva un contributo generalizzato e proporzionale da parte dello Stato a tutti i partiti politici. Da ultima, la L. 4/08/2006, n. 248 prevede che "almeno formalmente" i partiti non sono più finanziati dallo Stato, ma ricevono un rimborso per le spese sostenute durante le campagne elettorali per le elezioni del Parlamento nazionale, Europeo, dei Consigli regionali e per i referendum. A tale scopo è stato costituito un apposito fondo, il cui ammontare è dato dalla moltiplicazione del numero dei cittadini iscritti nelle liste elettorali della Camera dei Deputati per la cifra di 1 euro. Orbene, le cifre incassate dai partiti politici dai rimborsi sono esorbitanti e non è dato a noi conoscerle, se non quando le vicende giudiziarie mettono in luce episodi di illeciti.
La mia proposta nel merito è la seguente:
- Abolizione, (mediante legge ordinaria, decreto legge o referendum) del rimborso ai partiti politici.
Questi rimborsi costituiscono uno spreco ed uno sperpero di denaro pubblico che potrebbero essere agevolmente impiegati per una equa redistribuzione dei redditi. In un Paese dove c'è un allarme disoccupazione; dove gli italiani non riescono ad arrivare a fine mese;dove è diventato ormai un lusso comprare benzina (2 euro al litro); dove gli italiani non riescono a pagare l'affitto di una casa o estinguere un mutuo, non si capisce perchè devono sostenere gente (soprassedendo il fatto che non è in grado nè di fare politica nè tantomeno prendersi la briga di rappresentare altri) che potrebbe benissimo, visto i loro redditi, autofinanziarsi
Sulla base delle considerazioni sopra esposte
i partiti politici potrebbero "attingere" le risorse, oltre che dalla campagna tesseramento, dalle rendite derivanti dai loro immobili, dalla costituzione di comitati ( come quelli presenti negli U.S.A.) dai benefattori, dalle donazioni, eredità, e simili, come previsto dal codice civile.
Così finalmente il politicante (finchè non incontro un Politico, degno di essere chiamato tale, lo chiamerò così) in campagna elettorale oltre a metterci la faccia, finalmente ci metterà anche i soldi!.
Rosa Valenti

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permalink | inviato da rosa valenti il 26/3/2012 alle 19:32 | Versione per la stampa
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